MONTE PEGLIA – IL BORGONE DEL DIAVOLO

  • Turismo
  • 30 Aprile 2020
  • 2

PREMESSA

Sportivi amanti della natura e delle passeggiate all’aria aperta questo articolo è per voi !
Oggi Magna Umbria vi porta alla scoperta di luoghi suggestivi e silenziosi, luoghi che sapranno mettere alla prova, senza esagerare, la vostra forma fisica e che sicuramente rinfrancheranno il vostro spirito.
Oggi visitiamo San Vito Castello e poi facciamo un tuffo nel torrente Fersinone, che molti di noi chiamano Fersenone, per arrivare a vedere il “Borgone del Diavolo”.

SAN VITO CASTELLO

San Vito è una piccola frazione del comune di San Venanzo, in provincia di Terni, immersa nel verde dei boschi del Monte Peglia.
Nonostante le dimensioni ridotte il paese è diviso in due: San Vito in Monte, a 520 mt s.l.m., e San Vito Castello, posto un po’ più in alto.
La sensazione del visitatore che arriva al Castello, eretto all’inizio del XIV secolo, è quella di trovarsi catapultato in una vera e propria “terra di mezzo”. Immerso nel bosco, silenzioso e solenne, rappresenta una sorta di punto di congiunzione tra i territori di Perugia e Orvieto (l’insediamento originario nasce proprio con questa funzione in epoca romana).
Vi consigliamo di entrare all’interno delle mura e raggiungere il belvedere dove potrete assaporare una vista incredibile quasi a 360° sull’Umbria ed anche su molte montagne delle regioni limitrofe.

VERSO IL FERSINONE

La visita al borgone richiede una breve riflessione preventiva poichè dovremo avventurarci fino al letto del Fersinone, che prevede una discesa di circa tre chilometri con una forte pendenza che rende il ritorno piuttosto impegnativo. Valutate quindi il vostro livello di allenamento ma se non ve la sentite non disperate perchè si può sempre arrivare al torrente in auto e il parcheggio è piuttosto agevole (Nota: sconsigliamo macchine sportive con assetto basso perchè la salita è impegnativa anche per loro).

Quella del Fersinone è una valle piuttosto stretta e, venendo dal Castello, la vegetazione nasconde la vista del torrente che si apre davanti a voi quando raggiungete le rive. Non resta deluso il visitatore che si trova davanti a giochi d’acqua, pietre levigate e strette anse naturali.
Se decidete quindi di raggiungere il torrente in auto potete parcheggiare nei pressi del rudere del vecchio mulino; sebbene decisamente diroccato è ancora visibile il canaletto, ormai asciutto, che serviva a deviare l’acqua per l’alimentazione delle pale.

Procedete, a questo punto necessariamente a piedi dirigendovi a destra, costeggiando il corso d’acqua per circa 500/600 metri verso valle. Anche in questo caso ci sentiamo di raccomandare molta attenzione: munitevi possibilmente di scarpe da trekking e abbigliamento comodo perché la nostra meta richiede una camminata tra il letto del fiume e le rocce che lo costeggiano.

Dopo questa breve scarpinata finalmente vi troverete nella più suggestiva delle “vasche” del Fersinone: il “Borgone del Diavolo”. Fermatevi, oltre che a prendere fiato, ad ammirare la bellezza di questo specchio d’acqua, delle rocce che lo sovrastano e della vegetazione che l’abbraccia tutto intorno.

Siete nel bel mezzo di una delle riserve “Biosfera dell’Unesco”, lo sapevate ? Questo importante riconoscimento è stato conferito al Monte Peglia nel 2018 per la straordinaria presenza di rocce rarissime (presenti solo in Cina, Uganda e Brasile) e uccelli di interesse conservazionistico. Un piccolo microcosmo davanti ai vostri occhi.
Be’, siete ancora lì ? Cosa aspettate a tuffarvi ?

CURIOSITA'

San Vito è famosa per le sue acque ferruginose e sulfuree che scaturiscono da una sorgente nei pressi del paese.
Interessante la lapide nella chiesa del paese, ormai di difficile lettura, che ricorda come l’Arcivescovo Vincenzo Gioacchino Pecci, poi Papa Leone XIII, venne qui nel 1895 a

“ritemprare nell’aria e nell’acqua la sua vita”

Un altro aneddoto interessante riguarda la chiesa della Madonna dell’Ulivo, la piccola cappella che si incontra scendendo verso il Fersinone. Leggenda vuole che una giovane donna, Agata del Bastardo, vide apparire la Beata Vergine sulla via che la portava al pozzo per approvvigionarsi di acqua. Nessuno le credette in paese quindi la Madonna le apparve una seconda volta compiendo un miracolo: le fece trasportare sulla testa una brocca piena d’acqua completamente capovolta.
Una straordinaria nevicata il 5 di agosto aiutò a determinare il punto esatto per la costruzione della chiesa.

Infine vi segnaliamo che non lontano dal borgone, ma ci dicono che è opportuno passare dal versante del comune di Marsciano, vi è la grotta chiamata la “Tana del Diavolo” nella quale sono state trovate tracce delle civiltà dell’età del bronzo e che sarà la meta di un nostro prossimo viaggio.

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L’AGLIONE

2 thoughts on “MONTE PEGLIA – IL BORGONE DEL DIAVOLO

  • Luca

    Ciao bell’articolo! Volevo segnalarvi che le “Tane del Diavolo” si trovano nel Comune di Parrano (TR) a pochi km dall’uscita del casello autostradale A1 di Fabro.
    Un saluto!

    • Stefano Editor

      Grazie,
      le “Tane del Diavolo” di Parrano le conosco grazie a vari articoli che ho letto e alle foto che ho visto … naturalmente vogliamo venire a visitarle … fino ad oggi ci siamo bloccati in quanto ci hanno detto che il percorso è impegnativo e si deve affrontare con adeguata attrezzatura … appena la situazione tornerà alla normalità ci faremo un salto … Grazie e buona serata

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